BISOGNA REAGIRE. CRISI DELLE ATTESTAZIONI IN ABRUZZO
Aprile 14, 2008
BISOGNA REAGIRE.
OCCORRE CHE LE PMI SI RIAPPROPRINO DEL LORO FUTURO. ANCHE LA RICERCA SULLE IMPRESE ABRUZZESI, CHE PUBBLICHIAMO OGGI, CON BEN 19 ATTESTAZIONI PERDUTE SU 23 NEL SOLO MESE DI MARZO, TESTIMONIA UNO STATO DI CRISI GENERALIZZATO. NON E’ PIU’AMMISSIBILE CHE GOVERNO E ASSOCIAZIONI ASSISTANO PASSIVAMENTE ALLA DESTRUTTURAZIONE DELLE IMPRESE ITALIANE.
MA IL FUTURO E’ NELLE VOSTRE STESSE MANI. STA A VOI DECIDERE, CON LA PAROLA E CON IL VOTO, NELLE ASSOCIAZIONI E NELLA CABINA ELETTORALE. DOBBIAMO USARE GLI STRUMENTI CHE CI HA DATO LA DEMOCRAZIA, ALTRIMENTI…
Continuiamo la pubblicazione della ricerca “LO STATO DI SALUTE DELLE IMPRESE DI COSTRUZIONI”.
Oltre al Lazio, la Sicilia e il Trentino-Alto Adige, potete da oggi scaricare dal sito www.appaltiperpochi.com, la situazione della regione Abruzzo. La crisi è evidente, i commenti quasi superflui. Ma una ricerca è solo uno strumento di conoscenza, non certo una soluzione. Non serve a nulla se gli imprenditori non alzano finalmente la testa, decidendo di parlar chiaro ai propri rappresentanti, nella politica e nelle associazioni di categoria. Pretendete che dicano la verità, che la smettano di servire i potenti di turno. Noi stiamo facendo la nostra parte, a voi la vostra. Sta a voi decidere del vostro futuro. Cosa potete fare? Innanzitutto spedite questa email a tutti i colleghi e collaboratori.
Ci scrive una PMI della Basilicata: “cari allegria noi non siamo allegri per niente, ci troviamo a chiudere l’azienda, per tutto lo schifo che stiamo passando. La legge non cè neanche quando hai ragione, le banche ti rovinano, se hai fortuna quando hai finito i lavori forse ne porti a casa metà incassi. Però tu devi pagare sempre e comunque altrimenti sei un evasore e un delinquente, sapete cosa vi dico, meglio andare raccogliere banane e vivere con la caritas. Buona giornata da italiani sfigati”
Siamo d’accordo con l’analisi, ma non con la rassegnazione. Occorre che chiunque si trovi nelle stesse condizioni di questo imprenditore vada dalla sua associazione, dal politico, locale o nazionale e pretenda il riconoscimento dei propri diritti e di quelli dei suoi collaboratori. Perché quella che stiamo vivendo, sia ben chiaro, non è una crisi per incapacità di stare nel mercato. E’ una crisi indotta, voluta, studiata da chi ha cancellato il libero mercato. La libertà di intraprendere è un diritto, perciò non si chiede, si pretende.






Comments
Leave a Reply